Susanna DiCastri, jewellery design e industrial design,progetta e realizza creazioni molto particolari.
Susanna, come nasce questo passaggio da design di gioielli a quello di creative design ?
Diciamo che è stato un passaggio spontaneo,disegnare è sempre stata un'esigenza vitale per me,il fatto che sia diventata la mia professione era un destino inevitabile,disegnando gioielli ho dovuto studiare ed elaborare molti dei significati femminili di stile ed eleganza.Con il tempo sentivo fortemente l'esigenza di avvicinarmi il più possibile ad una sperimentazione personale del concetto creativo del design ,usando materiali non tradizionalmente preziosi,per creazioni cariche di significato. Così ho affrontato la svolta,dopo molti anni a progettare "veri monili",ho deciso di affrontare il mio lato più artistico,aprendomi anche ad altri settori oltre il gioiello....Ho iniziato,sperimentando le tecniche apprese durante il mio percorso professionale,lasciando la fantasia libera d'esprimersi. Complice ,il piacere di giocare e la professione da design, ho trasformato questa passione in un'attività che mi ha permesso di partecipato a diverse manifestazioni tra cui il Fuori Salone del Mobile di Milano,e la sezione New Design della fiera di Basilea.
Ti occupi tu di tutte le fasi di realizzazione dei prodotti o hai un team che ti aiuta nelle creazioni etc?
Spesso mi confronto con un team di artigiani, al Civico69,laboratorio delle idee,dove sperimento i miei prototipi. Anche se, tutto cio’ che riguarda il disegno, l’ideazione e la realizzazione spetta solo a me. Non ho una produzione in larga scala. Creo pezzi unici, con un margine di replicabilità ovviamente, e preferisco da sempre il “poco ma buono”, così preferisco curare maniacalmente il singolo pezzo per ottenere un prodotto che a me risulti perfetto in ogni cosa: dall’idea che deve essere ragionata e sentita, alla progettazione, fase fondamentale anche per ottimizzare i tempi di realizzazione, fino alle finiture e alle connessioni piu’ piccole. Ogni pezzo devo sentirlo.
Quali sono le tue maggiori fonti di ispirazione?
Non mi piace limitarmi e così mi piace pensare che le ispirazioni siano infinite. Principalmente quando inizio a creare, mi chiedo sempre cosa voglio ottenere, quale suggestione o risultato vorrei ,vado a cercare ad hoc certi stimoli,mi immedesimo con il progetto,lo vivo da dentro. Comunque devo ammettere che ad oggi la fonte di ispirazione principale, oltre ad alcuni materiali che caratterizzano le mie linee principali, sono spesso suggestioni ed emozioni che provo andando a mostre d'arte,leggendo libri , durante i viaggi che riesco a fare,lunghi, brevi, …non importa,anche da banali conversazioni,guardare,viaggiare scoprire, giocare,significa riempirsi gli occhi di immagini e imparare a capire, a osservare. Questo ci arricchisce e di conseguenza aumenta il raggio d’ispirazione.
Quali sono i tuoi materiali preferiti nella preparazione degli oggetti?
Dipende molto dal progetto,per i gioielli-creativi,non esistono limiti,tutti i materiali che hanno una loro peculiarità mi affascinano. "I Gioielli veri e propri " hanno un loro limite,l'uso classico dei clasici materiali preziosi.Nel creative-design,posso usare la carta come l'argento,è l'oggetto che accquista valore,non il materiale di cui è composto. Nel'oggettistica decorativa,le mie borse,i miei mobili,sono fatti di materiali che esistono già,con un loro personale scopo funzionale; la mia creatività progetta la loro trasformazione,la mia diventa un'intrusione nella loro storia,rivisitandola,"rubo" loro l'essenza,stravolgendola.
Quali sono state le soddisfazioni maggiori che hai avuto fin’ora in questo campo?
Sono state tantissime. Forse prender parte all'esposizione per la sezione design del salone della gioielleria di Basilea 2004 con solo due pezzi,fu un'esperienza particolare,poichè in contemporanea al piano superiore erano esposti alcuni gioielli "veri"realizzati da miei disegni. La possibilità di partecipare con una mia linea in edizione limitata, al Fuori Salone Zona Tortona a Milano,i pezzi erano in numero limitato, tutti unici e differenti. Ultimamente il copyright,per le libro-borse,a tutela della creatività.


